La poesia di Biagio Cepollaro

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la prosa

Tra il 1994 e il 1997 mi dedicai alla stesura di un romanzo.Tornavano utili le esperienze accumulate con la dimensione poematica di Luna persciente e con le tematiche economico-sociali di Fabrica. Di fatto la stesura di quest'ultimo libro e del romanzo furono contemporanee.

Una volta ultimato il libro, lessi il primo capitolo de La Notte dei Botti  al convegno Ricercare 94, a Reggio Emilia. L'allora direttrice editoriale di Feltrinelli, dott.ssa D'Ina, si congratulò e mi chiese in visione il dattiloscritto. C'era, all'interno di quel convegno, l'ostilità di Renato Barilli che preferiva soluzioni più facilmente commercializzabili, più facilmente leggibili, con una serie di convenzioni ad hoc, come la prima persona etc etc.

E c'era chi caldeggiava il mio lavoro, come Cataldi o Luperini, preferendo una ricerca meno compromessa con le esigenze di mercato e più dipendente da scelte etiche ed artistiche di fondo. Alla fine la dott.ssa D'Ina mi scrisse una breve lettera in cui mi faceva una domanda quasi naive: 'ma come fanno i lettori?'

E così il libro non fu pubblicato da Feltrinelli. Uscirono invece dei capitoli in un'antologia di Zona Editrice e di una rivista milanese, Qui. Appunti dal presente.QUI

Su La Notte dei Botti  posso dire semplicemente che fu per me l'occasione per mettere su carta quanto temevo stesse accadendo o stava per accadere in Italia. Di qui il genere, in bilico tra fantascienza, fantapolitica e catastrofico...

Dal punto di vista tecnico, mi appassionavano la moltiplicazione dei punti di vista e la discontinuità spaziale e temporale, la discontinuità di registro tra i capitoli e quel protagonista strano, Scriba (ancora lui...) che andava in autostrada con la bicicletta...Armato solo dei suoi sensori e della sua inutile preveggenza, era per me l'allegoria della letteratura in quel passaggio così difficile per il nostro Paese...